Marguerite-Marie Bourcet nasce il 26 agosto
1899 in rue Saint-Jacques, no 6, a Dole nel Giura da Paul (n.1874) studente
in medicina e Marie Louise Rosalie Bourdon (n.1871) senza
professione. I genitori abitano a Parigi rue
du Val de Grace, 26 e si trovano a Dole in casa della famiglia paterna per la
nascita della loro primogenita.
Il padre Paul, laureatosi in medicina per volere dei genitori, intraprende dopo
la laurea la carriera di chimico.
La famiglia materna è dominata dalla figura matriarcale
della nonna Rose che rimasta vedova giovanissima sposò in seconde nozze,
Henry Lenormand, il maestro di piano dei suoi figli. Egli divenne un "padrino"
amatissimo dai figliastri.
Marguerite passa vacanze felici a Chavannes
la casa della nonna dove tutta la numerosa famiglia della madre
si riunisce durante le vacanze, intrattenendosi con passeggiate, picnics, sciarade
e produzioni familiari di commedie, scritte da Marguerite e i cugini.
Questo ambiente farà da sfondo ai due Suzettes di
Bourcet, in particolare l'Etoile de Navailles, in cui Marguerite e la
sorella cadetta Marie-Rose, nata il 1°marzo 1903, sono romanzate in Marguerite
e nella angelica protagonista Marie-Rose.
Fu sempre affezionatissima alla sorella e ai suoi nipotini a cui dedicherà Princesse de Neige nella
serializzazione in La Semaine cominciata il 3 dic. 1925 (A mes chers petits neveux Paul, Maire-Jose et Monique Fouche)
A causa dei frequenti cambiamenti di residenza dovuti alla professione del padre e ad un salute delicata Marguerite fa i suoi studi in casa con una istitutrice presentandosi regolarmente agli esami di stato.
Nel 1916 segue i corsi della Schola Cantorum di Mâcon dimostrando un talento
che la rende indecisa se seguire una carriera letteraria o musicale. Sente una
forte vocazione per la scrittura a cui deciderà eventualmente di dedicare
la sua vita esattamente come Marguerite-Margherita in l'Etoile de Navailles
(ch. XI) "Voici
Marguerite
[....] elle a senti s'éveiller d'une façon irrésistible
la vocation d'écrivain
qui sommeillait en elle. Elle ne se mariera pas et consacrera sa vie à enchanter
les autres par sa plume ... " . Sono
le stesse parole che Bourcet parlando del suo futuro aveva scritto da
giovinetta nel suo diario.
Questa vocazione si manifesta sin dall'infanzia. Il suo primo
racconto mandato
a uno dei concorsi per i lettori indetti dalla rivista, viene stampato nel 1906
su "St
Nicolas, Journal illustré pour garçons & filles" pubblicato
da Delagrave, una rivista letta in famiglia da due generazioni. Marguerite
ha sei anni e mezzo e fino al 1909, con lo pseudonimo Guette (il suo soprannome
di bambina) apparirà come regolare contributrice del "St. Nicolas". A
dieci anni crea un giornale per le sue bambole.
Nel 1918 manda a Gautier-Languereau il manoscritto de "L'héritière
de Ferlac" che sarà pubblicato a puntate su "La Semaine" dal 22 aprile al 19 luglio 1920 e verrà votato dalle lettrici il romanzo più popolare dell'anno.
Inizialmente intitolato "La fille du milliardaire" e poi "Le
chemin qui monte" che sarà il titolo di uno degli ultimi capitoli,
il manoscritto fu accettato a condizione di cambiarne il titolo in "L'héritière
de Ferlac". Per l'edizione italiana Salani pagò a Gautier-Languereau
la somma di 600franchi in data 23 dic 1930.
Nello stesso anno a richiesta dell'editore, M. Bourcet inizia "L'étoile
de Navailles" ("... on a accepté Ferlac, on prend Navailles...
"commenta la sua amica e biografa Mme Ella Bouet) e inizia a collaborare a "Les
Veillées
des Chaumières": nel 1929 vi firma 12 fra articoli e racconti.
Vince due volte (una nel 1919) il "Prix Littéraire de l'Académie
de Mâcon" e nel 1931 il premio Montyon per Toujours
Prêtes (ed.Spes).
Il nonno Lenormand lo comunica con orgoglio alla Académie de Mâcon,
di cui era membro con una lettera datata 15 sett.1931.
Nel
1921, la madre muore dopo una lunga malattia.
La collaborazione con La Semaine continua: Marguerite Bourcet tiene
anche la rubrica di attualità col nome di Guettte e cura l'edizione in
volume de "L'héritière
de Ferlac" che
viene pubblicato il 12 agosto 1922; per rispettare lo standard editoriale di
128 pagine di ogni volume della Bibliothèque, deve togliere 800 righe
dal manoscritto.
Nel 1926 Bourcet firmerà due
racconti nella Semaine col nome Edith de Ferlac (Reine Epiphanie,
no49, 7 gen. 1926 et Sous le masque, no6, 11 marzo 1926).
Diventa una celebre conferenziera e continua la sua carriera
con la pubblicazione di libri e di articoli su varie riviste francesi: aspira
a collaborare alla prestigiosa rivista letteraria "La Revue des deux mondes" ma
i suoi articoli sono respinti ben due volte. Scrive un libro sul Jura la sua
regione natale.

J. de Gigord, Editeur
ed. 1950 |
Vive a lungo un amore non ricambiato per un giovane che frequenta il suo circolo familiare, identificato come D. nei suoi diari, interpretando come avances le sue dichiarazioni di rispetto e ammirazione, arrendendosi infine con amarezza all'evidente disinteresse sentimentale del giovane.
A causa dei suoi sentimenti per D., rifiuta la richiesta di matrimonio di un
giovane aristocratico amico dei suoi cugini che frequenta a Parigi, dove i Bourcet
si sono trasferiti definitivamente e dove Marguerite abiterà fino
alla morte.
Lavora alla biografia della duchessa di Alençon, un progetto che la affascina
e impegna sin dal 1917, quando ne ha avuto la prima ispirazione: frequenta la
Biblioteca Nazionale per raccogliere materiale, viaggia con l'amica fedelissima
Ella Bouet in Germania e Austria per visitare i luoghi in cui la duchessa ha
vissuto; in Svizzera incontra (1929) la figlia della duchessa e riceve l'autorizzazione
a scriverne la biografia ufficiale.
Molto coinvolta e attiva nelle organizzazioni
cattoliche, nell'ottobre 1932 partecipa ad un ritiro di scrittrici cattoliche
organizzato da Padre Bessières al Convento della Solitudine a Versailles,
dove sono fondate le Giornate delle Donne Scrittrici Cattoliche (Journées
des Femmes Ecrivains Catholiques) riunioni-ritiri regolari (tre all'anno) che
si terranno per parecchi anni successivi. Fra le partecipanti vi è anche
Berthe Bernage. Presidente dell'Associazione fu Geneviève Duhamelet, un'altra
scrittrice che scrisse per la Bibliothèque de Suzette
Il 15 giugno 1937 a tempo di record (aveva presentato il
manoscritto la sera prima) un suo articolo su Luigi II di Baviera viene accettato
e pubblicato da "La Revue de Deux Mondes", coronando un'ambizione nutrita da
anni.
Ma ormai Marguerite è alla fine: sofferente da tempo
di un tumore diffuso, per cui si sottopone a penosi trattamenti al radium, essa
muore con i conforti religiosi il 18 giugno 1938, assistita fino all'ultimo da
Ella Bouet. Profondamente religiosa, aveva scritto il proprio obituario definendosi
scrittrice "cattolica".
Nel suo testamento siglato il 16 Giu. 1939, due giorni prima di morire, Bourcet
fece dell'amica Ella, che divenne poi Mme Dufeil-Bouet,
il suo esecutore testamentario.
La biografia storica della duchessa d'Alençon, a cui
M. Bourcet ha dedicato la sua breve vita, viene pubblicata nel 1939: l'opera
riceve un enorme successo di critica e di pubblico. Il rappresentante letterario
francese della Metro Goldwyin Mayer, non rendendosi conto, come molti altri,
che si tratta di un'opera postuma scrive a Marguerite Bourcet chiedendo di esaminare
il testo per una eventuale versione cinematografica. Il libro era ancora in ristampa
negli anni '80.
Nel 1963 in occasione del 25mo anniversario della morte, Dole, il paese natale
le ha dedicato una strada che attraversa il vecchio dominio lottizzato des Capucins
che aveva appartenuto ai Bourcet.
Vedi anche Les
auteurs comtois
(with thanks to
M. Roger Valeyre - Entraide FDA39)
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